L’Associazione Regeni: nella notte dei diritti c’è chi non spegne i riflettori
Approfondimento, Attualità

L’Associazione Regeni: nella notte dei diritti c’è chi non spegne i riflettori

di ALBERTO BRUZZONE

La morte di Giulio Regeni resta ancora avvolta nel mistero e nell’incertezza. Ciò che invece è sicuro, concreto e sperimentabile, giorno dopo giorno, è l’impegno civile e sociale di tutte le persone che, in nome di questo ragazzo barbaramente trucidato e ucciso, operano per la tutela e la promozione dei diritti, della legalità, della parità di genere, di tutti quei valori non negoziabili che oggi una certa politica vorrebbe veder annullati, in favore dell’omologazione, dell’omogeneità di pensiero, del falso e fuorviante mito dell’uomo solo al comando.

Tra le varie associazioni che, in tutta Italia, chiedono giustizia e chiarezza sul decesso di Giulio Regeni, ve ne è anche una che, da diversi anni, opera nel levante genovese: si chiama Associazione Verità per Giulio Regeni, il Tigullio non dimentica, è presieduta dall’ex sindaco di Sestri Levante Andrea Lavarello, conta moltissimi iscritti e simpatizzanti e opera con le scuole superiori organizzando eventi, incontri, mostre e assemblee d’istituto, con la collaborazione di altre prestigiose realtà come Amnesty International e Se Non Ora Quando.

Non è mai il caso di spegnere i riflettori su elementi e buone regole del vivere e della pratica civile, ed è propria questa la missione dei volontari dell’Associazione Regeni, una delle poche in tutto il territorio nazionale, a essere ufficialmente riconosciuta anche da Alessandra Ballerini, l’avvocato che opera per conto della famiglia del ragazzo ucciso in Egitto.

Il gruppo, nato nel marzo del 2016, ha avuto il gran merito di creare sin da subito un’ampia rete di collaborazione con le varie città del Tigullio, chiedendo ai comuni di esporre lo striscione giallo in ricordo di Giulio di Amnesty International.

Oggi, da quei fatti del Cairo ancora avvolti nell’ombra, sono passati esattamente tre anni. Era il 25 gennaio del 2016 quando Regeni, un dottorando italiano dell’Università di Cambridge, fu rapito, nel giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir. Il suo corpo fu ritrovato senza vita il 3 febbraio, nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Da allora, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal governo italiano, non si è mai capito che cosa accadde veramente. Incerto resta pure il ruolo dell’Università di Cambridge, nonché della professoressa egiziana Maha Abdel Rahman, la tutor dello studente. Ma l’Associazione Regeni, oltre a chiedere verità e giustizia per Giulio, fa molto di più.

Questa sera, dalle ore 18 in poi, presso il Gran Caffè Defilla di corso Garibaldi a Chiavari, si svolge la consueta serata di autofinanziamento, attraverso un aperitivo e una chiacchierata all’insegna della condivisione. Si tratta di un momento sempre importante, oltre che necessario, affinché l’associazione riesca a portare avanti i numerosi progetti che realizza in collaborazione con gli istituti scolastici e che, anno dopo anno, sono diventati sempre più numerosi.

“Chiediamo un aiuto – affermano dall’associazione – per poter continuare a batterci in difesa dei valori universali in cui crediamo. Promuovere manifestazioni e iniziative, infatti, comporta sempre costi da sostenere, spesso pesanti per una piccola realtà che vive di autofinanziamento. Chi vorrà darci una mano, potrà farlo partecipando al nostro aperitivo e, se lo vorrà, in quella occasione potrà anche iscriversi alla nostra associazione, oppure rinnovare la tessera, se l’ha già. Ma è importante soprattutto esserci: mai come in questo momento c’è bisogno di far sentire la voce di chi continua a pensare che solo riconoscendo l’umanità e la dignità degli altri possiamo preservare la nostra”.

L’Associazione Verità per Giulio Regeni ricorda un’altra data chiave, oltre a quella del 25 gennaio del 2016. Si tratta del 10 dicembre del 1948, quando a Parigi l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. “Sono due ricorrenze differenti – spiegano i volontari – Entrambe, però, fanno riflettere su quanto poco siano rispettati, ogni giorno, in Italia e nel mondo, i diritti naturali di tanti esseri umani: il diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all’educazione, alla dignità, ad avere un luogo sicuro in cui vivere. Oggi più che mai è necessaria una rivoluzione delle coscienze: solo capendo che gli altri siamo noi, che i loro diritti sono i nostri e che ogni violazione ci riguarda possiamo costruire un futuro di pace e di condivisione. È necessario impegnarsi ogni giorno, ciascuno nel proprio ambito. Creare reti che rafforzino la coesione sociale, il senso di comunità, la percezione che le differenze sono una risorsa e che nel mondo globalizzato siamo tutti interdipendenti”.

L’Associazione Verità per Giulio Regeni: il Tigullio non dimentica Onlus, da tre anni si batte con svariate iniziative per tener desta l’attenzione della pubblica opinione sulla tragica vicenda di Giulio e per sensibilizzare i giovani, in particolare, sulla difesa dei diritti umani nel nostro Paese e nel resto del mondo.

Nei prossimi giorni ve ne sono in programma due, entrambe importanti. Martedì 22 gennaio, al Teatro Sociale di Camogli, “promuoveremo uno spettacolo della compagnia teatrale ‘Delpino in scena’ di Chiavari sul tema dei diritti umani, con due rappresentazioni: una, alle 10,30 del mattino, riservata agli studenti delle scuole della Riviera; l’altra, alle 21, aperta a tutti, ed entrambe a ingresso libero. Venerdì 25 gennaio, invece, in occasione del terzo anniversario del sequestro di Giulio, organizzeremo a Chiavari una fiaccolata, con partenza alle ore 17,30 e inizio del presidio dalle 17 e, a seguire, un incontro pubblico all’Auditorium San Francesco con il giornalista de ‘La StampaDomenico Quirico”.

Nel frattempo, proseguono i progetti portati avanti con le scuole, dove l’associazione è affiancata da Amnesty International. Negli anni passati, ci si è fatti conoscere, anche grazie alla collaborazione e all’impegno degli insegnanti e dei vari dirigenti scolastici. “Abbiamo iniziato una serie di progetti di sensibilizzazione dei diritti umani e di cittadinanza attiva nelle scuole del nostro territorio: assemblee di istituto, mostre fotografiche, convegni, incontri tra i ragazzi ed esperti del settore, arrivando anche a vincere concorsi regionali. Il 22 ottobre 2016 abbiamo organizzato il concerto benefico ‘Note oltre la notte – Il Tigullio non dimentica’al Teatro Cantero di Chiavari, il cui scopo era quello di raccogliere i fondi per la costruzione di un centro civico ad Arquata del Tronto. Per l’anniversario della scomparsa di Giulio, abbiamo poi organizzato un presidio con musica e fiaccolata in piazza Mazzini a Chiavari”.

Bellissimo il progetto per i terremotati: “Abbiamo attivato una rete in tutto il Tigullio di raccolta fondi per le zone del Centro Italia rimaste colpite dal terremoto di agosto 2016. I viaggi ad Arquata del Tronto non si sono mai fermati, andando con delle delegazioni delle amministrazioni che hanno deciso di aderire al progetto ‘Il Levante per Arquata’. Inoltre, ci occupiamo di sensibilizzazione in materia di diritti umani, attivando percorsi di alternanza scuola-lavoro o organizzando incontri con esperti del settore con le scuole superiori del nostro territorio”.

Le collaborazioni con il mondo della scuola sono iniziate sin da subito, grazie a un video realizzato dai ragazzi del Liceo Da Vigo di Rapallo, diventato subito virale. “Da qui, abbiamo deciso di impegnarci sempre di più non solo per far conoscere quanto successo a Giulio, ma anche per parlare di diritti umani agli studenti. Ci siamo proposti a diversi istituti scolastici del nostro territorio e, oltre al Da Vigo, ci hanno appoggiato il Delpino Marconi In Memoria dei Morti per la Patria. I ragazzi, oltre a noi, hanno incontrato esponenti di Amnesty International, le donne di Se Non Ora Quando, il medico Gaddo Flego, autore del libro ‘Un milione di vite’, dedicato al genocidio in Rwanda; e ancora, la giudice emerito della Corte Costituzionale Fernanda Contri, il fotografo Giulio Di Meo”.

Successivamente, è stato chiesto ai ragazzi che cosa fosse rimasto di tale esperienza. E tutti si sono messi al lavoro: “Il Da Vigo ha prodotto trenta fotografie sugli altrettanti diritti umani, che sono state esposte in una mostra ospitata anche da Wylab; In Memoria dei Morti per la Patria ha realizzato un power point molto ricco sulla libertà di espressione e sulla parità di genere; il Delpino Marconi ha creato un video sulla morte di Giulio e sui diritti negati, che ha partecipato al concorso ‘Storie di alternanza’, promosso da Unioncamere a Genova, vincendo il primo premio”.

Per l’Associazione Regeni sono stati tutti segnali di essere nel solco giusto: come l’assemblea con oltre settecento studenti al Teatro Cantero, alla presenza dell’avvocato Alessandra Ballerini, quando i giovani videro con grande interesse la proiezione del docufilm ‘Nove giorni al Cairo’ realizzato dal giornalista Giuliano Foschini. Ora, andiamo avanti su questo filone con i prossimi eventi e con il calendario di iniziative presso le scuole”.

Parlando di diritti, di libertà negata, di contenuti essenziali. Senza nessun colore politico. Chi li mette nell’agone della propaganda, non ha capito nulla. Come chi parla di destra e sinistra. Astenersi disfattisti. Non è questa la vostra casa.

10 Gennaio 2019