‘Hic sunt Entellini’: a Chiavari si prepara la sfida contro la Roma
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‘Hic sunt Entellini’: a Chiavari si prepara la sfida contro la Roma

di DANILO SANGUINETI

Hic sunt Entellini. Ore 21 di lunedì 14 gennaio: all’Entella tocca la parte della belva che combatte nel surrogato moderno del Colosseo, lo stadio Olimpico. Il copione, simil Quo Vadis, prevede che il leone biancoceleste venga steso, magari dopo un combattimento acceso quanto scontato, dal gladiatore Roma destinato a trionfare tra le acclamazioni della plebe.

Uno dei top club della serie A contro la formazione più tartassata del professionismo italiano, reduce da un viaggio allucinante lungo sei mesi tra procure, tribunali, impegni affrontati a cadenze ancora più frenetiche dei rivali, senza avere, al contrario dei giallorossi, una rosa attrezzata per lottare su tre fronti.
Outsider contro squadrone, Davide contro Golia, Cenerentola contro matrigne e sorellastre, più qualche fattucchiera che si tiene nell’ombra. Il match meno equilibrato tra quelli in programma negli ottavi di finale di Coppa Italia-Tim Cup mette di fronte al cimento decisivo la concorrente che ha superato il maggior numero di ostacoli, saltato i trabocchetti peggiori. C’è in tabellone un altro club di serie C, il Novara, a sua volta impegnato all’Olimpico, ma 48 ore prima e contro la Lazio. Senza nulla togliere ai piemontesi – bravi nell’eliminare Perugia e Brescia nei due turni preliminari ma anche fortunati a trovarsi di fronte nel quarto turno la pari grado Pisa – la Virtus Entella per arrivare nella Capitale ha compiuto un’autentica impresa: si è liberata, oltre che di Robur Siena e Salernitana, del Genoa, sconfiggendolo ai calci di rigore in un epico derby in campo avverso, rispondendo con tre gol, l’ultimo dei quali realizzato al 122’, ad altrettanti penalty concessi con magnanimità alla squadra di casa.
L’eco di quella gara è stata tale che la Roma, in ripresa dopo un periodo di risultati in campionato e Champions deludenti, aspetta con un misto di perplessità e cautela la partita. Lo stesso mister avversario, Eusebio Di Francesco, che avverte ancora qualche scricchiolio sotto la sua panchina, ha ammonito i suoi a più riprese: “Testa a questa partita, dimentichiamoci le altre competizioni, non sottovalutiamoli”.
Forse il tecnico dei lupacchiotti giallorossi avrà rivisto nelle vacanze di fine anno i film di Rocky e per non finire ‘spiezzato in due’ come Ivan Drago, si è messo a studiare le partite dei ragazzi di Boscaglia.

Altra prova che sotto il Cupolone si guardi con grande rispetto al fenomeno Entella: la settimana scorsa è venuto a Chiavari per una missione-inchiesta durata 48 ore l’inviato de “Il Romanista”, quotidiano “dei tifosi più tifosi del mondo” che si occupa, su cartaceo e on line, solo della squadra e della società AS Roma, unico al mondo. Non si contano le richieste di interviste a giocatori, dirigenti tecnici e, soprattutto, al presidente Gozzi da parte di giornali, magazine, siti dell’universo giallorosso.
L’Entella ancora una volta si affaccia alla ribalta nazionale da protagonista. Un risultato che deve far meditare coloro – e ce ne sono tanti anche nel Levante, per non dire a Chiavari direttamente – che hanno visto nelle vicissitudini dell’anno appena archiviato i segnali di un indebolimento dell’epopea biancoceleste.
Ancora prima di calcare l’erba dell’Olimpico per una partita di una competizione ufficiale – una gara ‘vera’, onore che la accomuna nell’era moderna alle sino a oggi irraggiungibili Genoa, Samp e Spezia – la Virtus Entella ha vinto sul piano dell’immagine. Ha dimostrato di essere tornata (se mai qualcuno pensava che se ne fosse andata): ampio servizi di presentazione su Rai, Mediaset e Sky, un paio di pezzi speciali che racconteranno su rubriche dei Tg e post Tg alcuni aspetti particolari dell’’impari’ confronto.

Tra gli altri, la mobilitazione dei tifosi, che non sono stati fermati né dalla collocazione inopportuna del match – di sera di un giorno lavorativo a 600 km di distanza – né dall’andare a perdersi come una goccia biancoceleste nel mare dei tifosi giallorossi. Si sono organizzati in pullman e mezzi privati. L’autobus prenotato dal Gruppo Gradinata Sud è stato riempito in pochi giorni, una marcia a tappe forzate che inizia alle 13 di lunedì e che si concluderà solo al mattino di martedì, quasi un rito scaramantico dato che lo stesso mezzo portò a Genova i tifosi e ‘portò’ molto bene…
Studiato anche un abbinamento partita-visita alla Capitale con l’aiuto di un’agenzia turistica. Una kermesse forse eroica, probabilmente il primo squillo di una musica che con il passare dei mesi potrebbe tornare trionfale.

Il presidente Gozzi lo ha ribadito a tutti i microfoni, davanti a ogni taccuino: “Due anni fa ero in tribuna all’Olimpico per la finale di Coppa Italia Primavera tra l’Entella e la Roma. Perdemmo ma di poco e dopo esserci battuti con grande vigoria. Penso a quel risultato come uno dei vertici di un lavoro decennale e allo stesso tempo mi stupisco che in un breve lasso di tempo siamo di nuovo all’Olimpico, da protagonisti. Vuol dire che il nostro lavoro continua a pagare. La prova del nove sarà il trovarci di fronte uno dei giovani più promettenti del calcio italiano, Nicolò Zaniolo, che allora era il nostro faro e che oggi, a neppure vent’anni, gioca nella Roma da protagonista. Una contrapposizione dal sapore dolce-amaro perché sia lui che noi sappiamo che il suo notevole talento è stato valorizzato, anzi ‘sprigionato’, grazie al lavoro della nostra società”.

Missione già compiuta. Nella città dei miracoli potrebbe scapparcene un altro, allungare l’epopea della Tim Cup 18-19 sino ai quarti di finale; oppure scendere da questa giostra per salire su altre due (campionato da vincere e Coppa Italia Lega Pro ancora da iniziare). Di certo Boscaglia e i suoi ragazzi, cementati da mesi di patimenti incredibili e di resurrezioni mirabolanti, non deluderanno chi li ha seguiti e chi li osserverà dalla Tv (l’Entella sarà in diretta su Rai Due, altro primato). Potranno dire io quella sera c’ero. L’Entella non farà la stupida lunedì sera, nemmeno se il Ponentino spirerà forte tra i colli fatali. Forza e coraggio, ragazzi di Chiavari, o come dicevano da quelle parti Sursum Corda.

LE INTERVISTE DI MARISA SPINA AL PRESIDENTE GOZZI E AL SINDACO DI CAPUA

10 Gennaio 2019