Risso, cornici senza limiti
Aziende in vetrina, Chiavari, Economia, Sestri Levante

Risso, cornici senza limiti

È cresciuto con colla, martello e chiodi tra le dita. Il tavolo da falegname non lo ha mai dovuto chiedere come regalo di Natale: Roberto lo aveva a disposizione ogni giorno, vero. Era quello dei suoi genitori, Giuseppe e Ada Risso, corniciai dal 1975, prima a Lavagna e poi a Chiavari e Sestri Levante. È stato amore a prima vista. E non poteva essere altrimenti: il dna artistico di papà ha contagiato quel giovane apprendista che oggi, con la moglie Stefania, rappresenta la seconda generazione di Risso al lavoro. Laboratorio e punto vendita nello stesso locale, in via Bontà, con vetrina che attira gli sguardi della gente, spesso imprigionata davanti “alla magia che c’è nel creare un qualcosa che in realtà non esiste, l’aspetto più bello del mio mestiere”. Ci sono pure opere d’arte in vendita per vedere, davvero, l’effetto che fa il tocco di un fuoriclasse della cornice.

Dai genitori, ancora operativi a Sestri Levante, ha imparato la “semplicità nel lavorare con qualità, gentilezza e costanza. La correttezza con i clienti è alla base di tutto. E poi è una questione di passione: qui dentro ci rimani dalle 7 di mattina alle 8 di sera”. Ordini continui perché in una cornice, ormai, si mette ogni cosa. Dalla maglia del proprio idolo, alla medaglia conquistata. E mica solo questo: “L’altro giorno si è presentata una signora. Aveva 25 tappi, uno per ogni bottiglia di champagne aperta per festeggiare l’anniversario di nozze. Voleva trovare una soluzione per fare un regalo speciale al marito. L’abbiamo accontentata”.

Squilla il telefono: “È WhatsApp Business”. Sì, perché Roberto e Stefania sono due artigiani 2.0. Il gesso di Bologna, la colla e il legno, si mescolano alla perfezione con l’innovazione digitale: “Grazie a questo servizio sono in costante contatto con i clienti, gli mostro lo stato di avanzamento del lavoro, chiedo se hanno delle necessità. È stata una bella idea, c’è un filo diretto con loro e lo apprezzano”. Il colosso americano si è scomodato per venire a conoscere e raccontare Risso Cornici; in Europa è stata scelta insieme ad un’altra azienda di Dusseldorf, per uno spot/documentario pubblicato sui canali ufficiali di WhatsApp: “Hanno fatto un cinema qui fuori, giorni di riprese… la gente non capiva, ci siamo divertiti”.
Social e tecnologia vanno a braccetto per espandere gli affari e ampliare il bacino d’utenza tigullino: l’artigiano del nuovo millennio può emergere dalla crisi se sta al passo con i tempi. “Abbiamo lanciato l’e-commerce nel 2004, siamo arrivati al punto che il 40 per cento del nostro fatturato era rappresentato dalle vendite online. Un giorno ho detto basta: volevo concentrarmi sulla qualità e così abbiamo ridotto l’offerta su Internet. Anche perché la difficoltà più grande del mio lavoro è gestire il tempo: le cornici da realizzare, il rapporto con i clienti da curare, la contabilità e gli aspetti burocratici”.

Roberto, diplomato all’Istituto d’Arte, è anche uno sviluppatore software e ha messo a punto un configuratore per realizzare cornici da remoto con tanto di realtà aumentata per vedere, prima di fissarlo, come sta quel quadro sul muro di casa. E grazie al computer riesce pure a navigare oltreoceano per scoprire i segreti dei corniciai degli altri continenti. Aggiornamenti continui per rispondere alle sfide dei clienti. Nel week end è stato a San Marino con l’Associazione Corniciai italiani, realtà nata per fare gruppo, creare un’associazione di categoria e favorire lo scambio di idee fra gli associati; l’obiettivo più ambizioso è la creazione di una linea guida per l’incorniciatura.

All’esperienza e alla tradizione, Risso ha affiancato tecniche innovative e materiali conservativi come i cartoni per passepartout privi di acidi o in puro cotone, nastri e colle conservativi e reversibili, vetri ‘invisibili’ museali TruVue con filtro di protezione anti UV. L’incorniciatura conservativa è proprio uno dei marchi di fabbrica dell’azienda, che vede crescere la terza generazione dentro al locale proprio come ha fatto lui. Ludovica e Gregorio hanno 13 e 10 anni e chissà se seguiranno le orme di papà: “Da una parte mi farebbe piacere se proseguissero, dall’altra conosco le difficoltà di essere un corniciaio…”.

DANIELE RONCAGLIOLO

22 Nov 2018