Depuratore, Colmata ok. Ma l’impianto potrebbe avvicinarsi alle case
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Depuratore, Colmata ok. Ma l’impianto potrebbe avvicinarsi alle case

(r.p.l.) La natura, ancora una volta, non è stata ascoltata. E neppure rispettata. Non va in questa direzione, infatti, il voto di ieri alla conferenza dei sindaci e, successivamente, al consiglio della Città Metropolitana.
All’unanimità è stato deciso che il nuovo depuratore di vallata dell’Entella sarà costruito sulla Colmata di Chiavari, presumibilmente nel tratto più a ridosso del mare, come indicato dall’amministrazione di Palazzo Bianco.
E’ stata vinta la battaglia contro la realizzazione dell’impianto al Lido, ma a un prezzo altissimo e con il rischio di molteplici incognite. Quali? Proprio gli eventi naturali. E’ cronaca di questi ultimi giorni: la fortissima mareggiata di fine ottobre ha arrecato parecchi danni ai depuratori di Rapallo e di Santa Margherita, entrambi costruiti sul mare. L’acqua è entrata nei vari corridoi, ha allagato i locali interni, il salino si è posato sugli impianti. A Chiavari, per qualche ora, il depuratore di Preli ha avuto dei problemi all’impianto elettrico. Il tutto una settimana prima del voto in Consiglio Metropolitano. Per questo, da più fronti, politici e non, era arrivato un invito a una pausa di riflessione, a un ripensamento, a una nuova ricerca di aree nell’entroterra.

Tutto inutile. L’ipotesi Colmata era ormai lanciata in corsa e così ieri è stato. Alla conferenza dei sindaci erano presenti in 37 su 67. Tutti hanno votato a favore dello spostamento dal Lido di Chiavari alla Colmata. Stesso esito al Consiglio Metropolitano immediatamente successivo.
La delibera del febbraio 2017 che parlava di depuratore al Lido, presa ai tempi dell’amministrazione Levaggi e anch’essa votata all’unanimità dai sindaci dei 67 comuni dell’Ato genovese (Ambito territoriale ottimale), è stata ufficialmente modificata.
La natura, leggasi il mare, verrà ancora una volta sfidata. La diga devastata del porto ‘Carlo Riva’ di Rapallo, la strada cancellata come un colpo di spugna tra Santa Margherita e Portofino non hanno insegnato nulla. Un’altra grande occasione persa.

Marco Di Capua, sindaco di Chiavari, ieri era presente nella sede dell’ex Provincia di Genova, insieme al consigliere metropolitano Antonio Segalerba. “Come avevo promesso in campagna elettorale, il depuratore non si farà al Lido”, ripete da tempo il primo cittadino chiavarese. E’ un fatto, ma la contropartita è tutt’altro che modesta. Per tutti la Colmata è l’area strategica più importante non solo per Chiavari, ma per tutto il Tigullio.
Di Capua osserva: “Io ho sempre sostenuto, anche in campagna elettorale, che la soluzione migliore fosse quella dei depuratori piccoli. Nel nostro caso tre: Preli per Chiavari e Zoagli, a Lavagna per la stessa Lavagna e per Cogorno e un terzo per i comuni dell’entroterra. Purtroppo questa opzione ha sempre trovato degli ostacoli. La situazione chiavarese, a seguito del voto del 2017 con l’allora sindaco Levaggi, era seriamente compromessa. Non ho avuto molti margini di trattativa, anche perché ho trovato ostacoli da parte dei vari sindaci e del consigliere regionale Muzio. C’è però un fatto positivo: nel testo della delibera che sposta il sito dal Lido alla Colmata, vengono evidenziate tutte le criticità della prima scelta, ovvero il depuratore a ridosso della foce di un fiume. Significa che la nostra battaglia ha sempre avuto un senso e una logica”.

L’opzione Colmata, però, non lascia né lascerà l’amministrazione Di Capua immune da critiche né perplessità. Anche perché la collocazione nell’area attualmente preclusa ai cittadini, ovvero a fil di banchina, è tutt’altro che scontata. Alla domanda specifica, Di Capua replica: “Io spero che il gestore, ovvero Ireti, realizzi le opere di difesa marine in maniera ancora più efficace, specialmente dopo quanto successo a Rapallo e Santa Margherita. Sono previsti quattordici milioni di euro di investimento, due in più rispetto al precedente progetto del sindaco Agostino sulla Colmata. Su questo aspetto vigileremo con grande attenzione”.

C’è però un’altra possibilità. Quella che ‘Piazza Levante’ ha anticipato nei numeri scorsi. Ovvero che, proprio alla luce della pericolosità di un impianto a fil di banchina, la posizione venga arretrata. E ieri, sempre in Consiglio Metropolitano, questa posizione è stata espressa per la prima volta in via ufficiale. Il consigliere Elio Cuneo ha presentato un ordine del giorno nel quale si impegna Marco Bucci, in veste di sindaco metropolitano, a seguire tre passaggi: “Sensibilizzare i soggetti preposti (Gestore, Ato, Città Metropolitana) affinché in tempi il più brevi possibile diano il via alla fase realizzativa del sistema di depurazione del Tigullio senza ulteriori ritardi che potrebbero portare il nostro territorio a subire le conseguenze di un’infrazione europea con spiacevoli conseguenze per tutti i cittadini. Inoltre, a verificare che durante la fase progettuale si rispettino e non vengano aumentate le previsioni di spesa determinate durante gli studi effettuati per le localizzazioni precedenti”.

Per terzo, l’aspetto più importante e per certi versi preoccupante, perché non in linea con l’impegno preso da Palazzo Bianco con i chiavaresi: “Sottoporre la progettazione a un’attenta valutazione circa il posizionamento dell’impianto, attualmente prevista con un’ampia esposizione fronte mare. Questa valutazione venga effettuata anche e soprattutto alla luce degli effetti che la recente mareggiata ha di fatto prodotto sulle coste del Tigullio non risparmiando impianti di depurazione siti in località costiere vicine”.
L’ordine del giorno di Elio Cuneo è passato con tutti i voti favorevoli, a eccezione di due astensioni: riguardano Salvatore Muscatello, consigliere per il Comune di Arenzano, e Antonio Segalerba, presidente del consiglio comunale di Chiavari. Una posizione abbastanza chiara, quella dell’avvocato chiavarese: perché qualsiasi progetto non rispettoso delle promesse e delle garanzie date alla città potrebbe mettere seriamente in difficoltà l’amministrazione.
In pochi, per il momento, hanno avuto da ridire sulla collocazione a fil di banchina, in uno spazio effettivamente non utilizzato. Ma cosa succederà se il depuratore dovesse arretrare? Se dovesse, per un fatto di maggiore sicurezza, avvicinarsi ulteriormente alle case e ‘mangiare’ posti auto pubblici? L’amministrazione in questo caso innescherebbe un’altra battaglia? L’astensione di Segalerba lascia aperto il campo a moltissime ipotesi.

Saranno i prossimi mesi a dare una risposta certa. Ireti dovrà compiere un preciso studio di fattibilità, che non potrà non tenere presente quanto accaduto a simili impianti a pochissimi chilometri di distanza. Poi arriveranno le conclusioni. Saranno tecniche e quindi politiche. Mentre l’orologio continua a girare e l’Europa attende con ansia una decisione definitiva. Per non premere sul grilletto delle sanzioni.
Piazza Levante’ ha sempre sostenuto che né il Lido né la Colmata fossero spazi adeguati. E che la scelta migliore l’ha fatta Valentina Ghio a Sestri Levante, individuando un’area interna, Ramaia, senza dubbio meno esposta a certi fenomeni naturali.
Davvero per il depuratore di vallata dell’Entella non c’erano altre soluzioni? Un pasticcio dietro l’altro non portano a una buona ricetta. Sono semplicemente la sommatoria di due pasticci.

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