Sestri, i ‘mugugni’ di Facebook silenziati fino alle elezioni
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Sestri, i ‘mugugni’ di Facebook silenziati fino alle elezioni

di MATTEO GERBONI

A Sestri Levante si andrà a votare il prossimo 10 giugno. Ma la campagna elettorale ha già scaldato i motori, anzi è entrata nel vivo. Senza esclusioni di colpi. Tanti indizi, uno dei più significativi arriva da Facebook: il gruppo dei Mugugni, che da anni misura la temperatura, anche ‘politica’ della Bimare, ha abbassato la serranda. Da un paio di giorni si legge soltanto: “Il gruppo è chiuso fino al termine delle elezioni amministrative”. Già cinque anni fa, prima di andare alle urne, era scattato il silenzio all’interno del gruppo (che conta la bellezza di cinquemila iscritti) ma soltanto nella settimana precedente al voto. Questa volta il blackout durerà addirittura un mese.

La scelta singolare
Marco Raggi, elettricista, candidato per la lista civica Futuro Migliore che supporta Giampaolo Benedetti, è amministratore del gruppo (assieme a Daniele Bianchi, anche lui deciso a entrare a Palazzo Pallavicini, e il fondatore Luca Toso) e ammette che il clima era diventato incandescente e il fatto di scendere in campo ha imposto lo stop: “Il nostro gruppo riceve dai 60 ai 600 commenti al giorno – spiega – a seconda degli argomenti trattati. In questa fase della campagna elettorale basta una virgola sbagliata per scatenare reazioni e prese di posizione. L’anno scorso siamo finiti in Tribunale per una denuncia per diffamazione tra due iscritti. E visto che in questa tornata elettorale siamo coinvolti in prima persona, abbiamo deciso di chiudere il gruppo in netto anticipo per una forma di correttezza. I “Mugugni” sono nati con l’obiettivo di segnalare problemi e disfunzioni, quando si sconfina nella politica diventa uno strumento pericoloso. Nell’ultimo periodo non sono mancati gli insulti e gli attacchi personali. Per questo si è deciso di sospendere i post, evitando tra l’altro di dover esercitare un’azione di controllo che richiedeva di restare connessi giorno e notte”.
Le reazioni? “Non sono state positive, molti ci hanno chiesto di riaprirlo, ma ci è sembrato giusto – continua ancora Raggi – mantenere la nostra posizione. I mugugni torneranno operativi il giorno successivo all’elezione del sindaco”.
L’attuale primo cittadino Valentina Ghio, candidata al secondo mandato, affronta il discorso con grande obiettività: “Sono convinta che una pagina che evidenzi i problemi e le criticità – spiega – ma anche proponga consigli e suggerimenti sia costruttiva e rappresenti un utile interlocutore per chi amministra. Di certo non si deve scendere nelle strumentalizzazioni, in quel caso perde la sua funzione e non diventa più credibile”. Il primo cittadino di Sestri non è contraria al confronto con il mondo virtuale: “Il dialogo favorisce la crescita – conclude – se gli interventi da attuare per il bene del Comune arrivano anche da una pagina Facebook sono ben accetti, ma alla base ci dev’essere un’azione sempre propositiva e questo non sempre avviene”.

A Chiavari andò diversamente
In altre città, come Chiavari, il gruppo era rimasto accessibile per tutta la campagna elettorale: “Ognuno decide liberamente quale strada percorrere – aggiunge Raggi – sono convinto che comunque un gruppo come quello dei Mugugni non muova così tanti voti. Chi scrive, di solito, mantiene la propria opinione, cercando di far valere le ragioni della parte politica in cui si riconosce”.
L’amministratore del gruppo chiavarese Paolo Smeraldi spiega così invece la mancata chiusura: “Durante le elezioni a Chiavari il gruppo ha riscontrato un incremento di partecipanti e di attività, però la situazione è rimasta gestibile. Non abbiamo riscontrato un aumento eccessivo dei post politicizzati. In generale, il gruppo mugugni di Chiavari è apolitico e apartitico, per quanto per sua natura tenda a stimolare l’amministrazione in carica al contrasto del degrado urbano. Purtroppo Facebook non offre ai moderatori dei gruppi gli stessi strumenti che offre ai moderatori delle pagine: non si possono ad esempio bloccare preventivamente gli insulti. È bene ricordare che chi modera un gruppo come i “Mugugni di Chiavari” non ne ricava alcun profitto per questo voglio ringraziare Giovanna Passano e Paolo Vernazza che mi aiutano ogni giorno. E’ quindi comprensibile che si cerchi di evitare di essere coinvolti in contenziosi fra utenti che postino contenuti offensivi e terze persone”.
Tutto vero, ma la continua pubblicazione di notizie negative non favorisce certamente l’amministrazione in carica. E a Chiavari sono in molti a sostenere che in occasione delle ultime elezioni il gruppo fosse diventato una sorta di portavoce di uno dei candidati alla poltrona di Palazzo Bianco.
Smeraldi smentisce: “Il gruppo cresce sempre, quindi è impossibile fare un confronto. A grandi linee mi pare che i temi trattati siano sempre gli stessi, senza grosse differenze. Forse si parla meno delle bici, tema molto dibattuto in passato, e parecchio degli animali”.

E in Italia c’è chi applica ‘tolleranza zero’
La ‘formula’ del mugugno su Facebook si sta espandendo a macchia d’olio in moltissimi Comuni italiani, ovviamente con nomi diversi. E numerose amministrazioni hanno dichiarato guerra aperta ai social. Un esempio recente arriva da Fusecchio, città toscana il cui sindaco è Alessio Spinelli, che non gradisce gli attacchi su Facebook. Tanto che attaccare l’amministrazione e la polizia municipale sul social network, infatti, può costare anche una denuncia e la convocazione dalla Polizia municipale. Già tre persone sono state denunciate per aver offeso i vigili.
La spiegazione del sindaco Alessio Spinelli è chiara: “La municipale ha il mandato di tutelare l’istituzione quando la sua reputazione viene lesa, anche tramite i social network”. Insomma, non ci sono 007 impegnati 24 ore su 24 a cercare di scovare commenti lesivi, ma se qualcuno (che può essere un dipendente comunale, un agente della polizia municipale e o un membro della giunta stessa) nota una frase offensiva, l’autore rischia di finire nei guai. Una scelta che potrebbe essere percepita come l’intenzione di mettere a tacere il dissenso. Una situazione che ha pochi precedenti nelle cronache e che diventa quanto mai attuale in tempo di guerra ai ‘webeti’.
Il comando territoriale della polizia municipale di Fucecchio ha già denunciato tre persone per quanto scritto su Facebook nei confronti delle istituzioni locali.

17 maggio 2018