L’ospedale di Sestri perde le sale operatorie. Due piani ormai adibiti a magazzino
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L’ospedale di Sestri perde le sale operatorie. Due piani ormai adibiti a magazzino

di ALBERTO BRUZZONE

All’ospedale di Sestri Levante i conti non tornano. Non c’è equilibrio tra segno meno e segno più, tra sottrazioni e addizioni, tra privazioni e compensazioni. Per dirla con sir Francis Bacon, alla pars destruens non sta seguendo la pars contruens.
Fuor di metafora, la mazzata da anni attesa sta purtroppo arrivando: nel nosocomio della Bimare, una dietro l’altra, stanno chiudendo tutte le sale operatorie. La divisione chirurgica sarà quasi completamente smantellata. Molte delle eccellenze un tempo operative non ci saranno più. Sono gli effetti del piano della riorganizzazione voluto dalla Regione Liguria per l’Asl 4.
Riorganizzazione sanitaria: un titolo tanto freddo e impersonale quanto letale per il complesso di Sestri Levante, che si vede privato di servizi essenziali senza che sia indicato nessun tipo di ricambio.
La notizia della chiusura delle sale operatorie è enorme e, come tale, non si è riusciti a mantenerla dentro gli spazi dell’Asl 4.
L’intero blocco chirurgico è destinato a spostarsi all’ospedale di Rapallo, ma al momento, come si diceva, manca la contropartita.

La sindaco Ghio: “Ci dicano cosa hanno in mente”
Valentina Ghio, sindaco della Bimare, è molto in apprensione: “Quando mi sono insediata, cinque anni fa – afferma – mi misi subito in contatto con la Regione per cercare di fermare una riorganizzazione che per Sestri sarebbe stata solo penalizzante. La giunta era di centro sinistra e nel frattempo le cose sono cambiate. Va detto che il Comune non ha poteri diretti in ambito sanitario, ma può stimolare gli enti sovraordinati a compiere le scelte migliori”.
In quel caso, si riuscì a fermare il piano e l’ospedale di Sestri poté mantenere tutte le sue specialità. “Oggi – prosegue la Ghio – abbiamo in prospettiva una nuova riorganizzazione, di cui fra l’altro non si conoscono i dettagli. Si dice solo cosa verrà tolto, ma non cosa verrà inserito”.
Un recente sopralluogo della prima cittadina al nosocomio ha restituito un quadro assai desolante: “Tutto il terzo e il sesto piano sono stati chiusi e adibiti unicamente a magazzini. Vi si trova accatastato di tutto: letti, materassi, arredi. Ogni cosa è abbandonata. Ed è davvero un brutto vedere per un ospedale che ha una storia molto prestigiosa, nell’ambito ad esempio della riabilitazione, dell’oncologia, degli ambulatori”.
La Ghio è amareggiata: “Ci dicano cosa vogliono mettere al posto della chirurgia. Qui serve chiarezza. Cosa andrà in quegli spazi abbandonati? Non ne faccio una questione di campanile, ci mancherebbe. Solo vogliamo capire. Siamo consapevoli che Lavagna deve diventare il polo per eccellenza, ed è giusto che sia così, ma chiediamo delle risposte su Sestri”.

Muzio: “Ma salveremo molti servizi”
Claudio Muzio, consigliere regionale di maggioranza (è stato eletto con Forza Italia) e componente della seconda commissione Salute e Sicurezza Sociale a De Ferrari, osserva: “L’Ospedale di Sestri Levante non è stato chiuso e non chiuderà, e questa è già una notizia importante, perché il rischio purtroppo lo abbiamo avuto concreto”.
Muzio entra nel merito: “Nel 2016 abbiamo chiuso il bilancio con un disavanzo di 98 milioni di euro. Una cifra enorme, che rischiava di mettere in crisi l’intero comparto sanitario della regione. Chiudere alcuni ospedali, tra cui Sestri, era molto più che un’ipotesi. Poi l’assessore Viale, facendo un ottimo lavoro, ha portato il disavanzo a scendere a 60 milioni. Ma ricordo che per il 2020 ci viene chiesto il pareggio, altrimenti verremo commissariati. Per questo è necessario mettere in campo delle riorganizzazioni. E l’Asl 4 non può esserne esente”.
Il consigliere regionale risponde indirettamente alla Ghio sul futuro di Sestri: “Abbiamo constatato – dice – come sul territorio ci sia un bisogno enorme di riabilitazione. A Sestri questo reparto è una vera eccellenza, e quindi verrà potenziato”.
Altri interventi: “Verrà realizzato un reparto sperimentale di Gestione Infermieristica, destinato a quei pazienti che hanno terminato le cure mediche e inizieranno un percorso, con personale appositamente formato, che li condurrà sino alle dimissioni. Rimarranno inoltre Medicina e le Cure Intermedie, e verrà potenziato il Polo Oncologico, che è un punto di riferimento per tutta la Asl 4”.
Parliamo del Polo Oncologico medico, non quello chirurgico: “Quest’ultimo – prosegue Muzio – verrà trasferito a Lavagna, dov’è giusto che stia, all’interno di un Dea di primo livello. Infine, a Sestri sarà potenziata la piastra ambulatoriale, il tutto con l’obiettivo di impedire sempre di più le ‘fughe’ verso le altre regioni, che ci costano la bellezza di duecento milioni di euro. In tema di ambulatori, resterà ad esempio la chirurgia dermatologica, che è un’altra delle eccellenze. Bisogna tendere a dare il meglio, all’interno di strutture adeguate. E questo è l’obiettivo di fondo dell’Asl 4”.

Muzio insomma è ottimista. Il ricambio ci sarà, e sarà buono per Sestri. Val la pena credere negli effetti positivi della ‘riorganizzazione’? Solo il futuro potrà dare una risposta. Intanto i sestresi, gente di mare e di fabbrica, sembrano per il momento credere di più ai proverbi.
Come quello che fa: “Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia, ma non sa quel che trova”.

LE INTERVISTE DI MARISA SPINA A VALENTINA GHIO E A CLAUDIO MUZIO

17 maggio 2018