Chiavari, una lunga odissea per sistemare le spiagge
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Chiavari, una lunga odissea per sistemare le spiagge

(r.p.l.) La bella stagione tarda ad arrivare un po’ in tutta Italia, ma a Chiavari non è una questione meramente climatica. Da ponente a levante del litorale, nel capoluogo del Tigullio tiene banco in questi giorni il caso-spiagge. Siamo a metà maggio e i lavori di risistemazione degli arenili paiono ancora indietro. Belle giornate, a dire il vero, ve ne sono già state, per quanto intervallate da bruschi cali della temperatura. E com’è instabile il tempo, altrettanto lo è il sottofondo delle principali spiagge cittadine. Il motivo? Lavori di vaglio e ripascimento che si stanno prolungando, probabilmente oltre le aspettative di Palazzo Bianco.
Si sa che nei mesi freddi la priorità non è certo quella di tirare a lucido le spiagge, e infatti più e più strati si sedimentano da ottobre a febbraio: fanghi, legnami, pietre di grosse dimensioni. Mareggiate e piene dei torrenti fanno il loro effetto, e come sempre Mar Ligure, Entella e Rupinaro non si risparmiano. Con accumuli enormi, specialmente quest’anno.

I primi lavori
A febbraio, con la determina numero 63 datata al giorno 12, il Comune di Chiavari inizia a muoversi, in previsione dell’estate: per 9.071,59 euro affida alla Cooperativa Pellicano Verde di Sestri Levante l’incarico di rimuovere i rifiuti spiaggiati a seguito degli eventi meteorologici. Il giorno dopo (determina numero 67 del 13 febbraio), si stanziano altri 10.450 da versare alla ditta Re.Vetro srl di Carasco, per il trasporto e lo smaltimento/recupero dei rifiuti biodegradabili spiaggiati sul litorale (il costo è calcolato in 95 euro a tonnellata, più l’Iva al 10%).
Sono i primi due interventi concreti che l’amministrazione mette in campo per iniziare ad affrontare il discorso della pulizia delle spiagge.
Poi, arrivano le questioni principali: occorre effettuare ripascimenti nelle zone maggiormente colpite dalle erosioni. Solitamente, questo avveniva negli anni precedenti utilizzando la barra sabbiosa alla foce dell’Entella (dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni da parte di Arpal).
Ma l’amministrazione Di Capua cambia e punta a qualcosa di diverso. Ripascimento con la sabbia dell’Entella solo laddove è strettamente necessario. Per tutte le altre situazioni, vaglio completo della sabbia.

La novità
La procedura è illustrata in un comunicato veicolato sui social network: “Per la prima volta a Chiavari sperimentiamo la vagliatura della sabbia della spiaggia. Viene vagliato uno spessore importante per eliminare pietre grosse e materiali incongrui al fine ottenerne una spiaggia pulita e in diversi punti non verrà fatto il ripascimento con la sabbia proveniente dalla foce dell’Entella. Si comincia con la spiaggia libera a ponente del Rupinaro. Il ripascimento sarà fatto solo in alcuni punti dove vi è stata una eccessiva erosione. Questo intervento disposto dal consigliere Stefano Trocar e dall’assessore Massimigliano Bisso (lo scrivono proprio così, col ‘gl’), segue quello di eliminazione degli scogli affioranti che impedivano la balneazione in alcuni punti delle spiagge e il rifiorimento delle dighe per difendere la costa”.
Il sindaco annuncia due lotti di lavori. Il primo con chiusura entro il 25 aprile, per quanto riguarda la pulizia delle spiagge. Il secondo più lungo, in quanto legato al vaglio: una complessa operazione che comporta lo spostare la sabbia, metterla in cumuli, passarla al ‘setaccio’ e rispedirla al punto di partenza “a singole celle, come previsto dalla normativa vigente”.
Il costo non è una bazzecola, anzi. Circa 18mila euro per lo spostamento degli scogli e il rifacimento delle dighe, mentre il totale – vaglio compreso – si aggira sui centocinquantamila euro.
E’ l’anno ‘zero’ a Chiavari per questo tipo di intervento, ma in tanti si chiedono quando e come andrà a finire. Perché con una bella giornata di sole verrebbe pure voglia di andare a spiaggia, anche senza aspettare il 21 giugno, inizio ufficiale dell’estate.

Dubbi e disagi
Di fatto, però, tutto questo è stato sinora praticamente impossibile. Più che spiaggia, nei giorni scorsi a Chiavari sarebbe stato più appropriato parlare di dune: i cumuli di sabbia in bella mostra dalla parte di ponente per arrivare sino alla nuova spiaggia adiacente al porto. Le cabine degli stabilimenti balneari, peraltro, non sono ancora state montate. Tutto pare indietro, specie se raffrontato a quanto succede in tanti comuni limitrofi, dove invece ogni cosa è pronta e già si sono avuti i primi pienoni di turisti.
Possibile che Chiavari riesca sempre a farsi male da sola? Nel mentre, su YouTube spopola un video che mostra, sulla spiaggia del Lido, una pala meccanica che raccoglie la legna accatastata sulla spiaggia, ma una parte sfugge e finisce di nuovo in mare. I tronchi galleggiano e sono smossi dalle onde. Non se ne capisce il motivo.
Ma la legna non doveva essere portata via e smaltita? Perché la legna, una volta raccolta, viene rimessa in mare? Pare sia una pratica conosciuta e autorizzata dalla Capitaneria. La legna accatastata contiene ancora fanghi, pietre e impurità. In sostanza, si rimette in mare per ‘sciacquarla’. Nel giro di 48 ore, le correnti la riportano a riva e a quel punto è pronta per essere portata via, nettata e infinitamente più leggera rispetto a prima. Bastava dirlo, e certi video non sarebbero stati presi per oro colato. Tant’è.

La minoranza chiede lumi
Pure la minoranza ha chiesto, per adesso senza risposte ufficiali, di vederci chiaro. Il gruppo Noi di Chiavari con Roberto Levaggi, Daniela Colombo e Silvia Garibaldi ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta.
I quesiti rivolti a Di Capua e al suo assessore ai Lavori Pubblici Bisso: “Anzitutto, chiediamo copia delle determine e delle delibere di giunta, a chi siano stati assegnati i lavori e per quale importo complessivo. Poi, dove viene fatto il vaglio, viene anche aggiunto materiale? Tale materiale è a sua volta vagliato? Qual è l’efficacia del ‘vaglio’ sulla questione microorganismi (quelli portatori di vitiligine e funghi)? E ancora: la sabbia che resta alla foce dell’Entella come sarà trattata? Dove il ripascimento non sarà fatto con la sabbia della foce dell’Entella, con quale materiale s’intende provvedere?”.
Domande che rimbalzano dalle aule consigliari all’intera cittadinanza. Ma più di tutto ci si chiede: quando sarà tutto pronto? Quando smetteremo di vedere dune sulla spiaggia e gli enormi segni dei cingolati sulla sabbia?
Gli effetti del vaglio non sono ancora visibili. Ma le fake news, mancando aggiornamenti ufficiali, imperversano. L’ultima riguarda la spiaggia attrezzata per i cani. Sui social qualcuno ha scritto che sarebbe stata limitata a un recinto, senza più possibilità di accesso al mare per i quadrupedi. Conseguenza, si dice nella ‘bufala’, del nuovo vaglio. Niente di più falso. A rassicurare gli utenti è il gestore dei Bagni Oasi di via Preli: “Sarà tutto come gli altri anni. Libero accesso ai cani, nessun recinto. Potranno fare il bagno e saranno i benvenuti, insieme ai loro padroni. Sono tutte notizie false. Noi confermiamo il servizio e, anzi, lo abbiamo potenziato”.

L’assessore Bisso
In questo quadro caotico Massimiliano Bisso, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Chiavari, cerca di replicare a tutte le perplessità: “Le spiagge – afferma – sono a tutti gli effetti finite. Gli spianamenti delle dune sono in corso e per sabato e domenica sarà tutto concluso. Resta solo una piccola porzione di spiaggia da mettere a posto, in zona Preli, dove le mareggiate si sono fatte sentire maggiormente. Cercheremo di reperire le risorse e di intervenire anche qui”.
Bisso, che a Chiavari ha il ruolo di assessore esterno, prova a fare ordine: “La manutenzione delle spiagge è un fatto estremamente complesso. Cominciamo a dire che mai come quest’anno abbiamo visto tanti detriti sulle spiagge, a seguito del maltempo dei mesi autunnali e invernali. Abbiamo investito il doppio rispetto agli anni passati, circa 150mila euro, e sono state portate via oltre 250 tonnellate di legna, oltre a quella che i cittadini hanno preso per i loro utilizzi autonomi, dietro nostro permesso. Poi, l’intervento è stato duplice: ripascimento con la sabbia dell’Entella, che è un prodotto discreto, nelle zone che lo necessitavano. Per la zona centrale, in via sperimentale, abbiamo provato la tecnica del vaglio, lavorando solo sull’esistente. Il prodotto finale sembra buono, ma gli scarti sono stati consistenti. Valuteremo se conviene o no fare questo tipo di lavoro anche nei prossimi anni”.
Per Bisso il problema principale sono le dighe frangiflutti: “Chiavari continuerà ad avere il problema di rimettere a posto le spiagge perché gli scogli di protezione sono messi per orizzontale e non a pennello, come da tutte le altre parti della Liguria. Anni fa, è stato chiesto alla Regione se si poteva intervenire, e la risposta è stata negativa. In compenso, ci danno 25mila euro per i ripascimenti. Cifra che, come si è visto, è assolutamente insufficiente”.
Secondo Bisso, ma secondo anche molti tecnici, i pennelli potrebbero essere la soluzione “perché, a quel punto, la sabbia arriva, invece di andare via. Ma spostare gli scogli costa almeno tre o quattro milioni di euro e il Comune, chiaramente, non ha tutti questi soldi. Paghiamo errori di impostazione del passato”.
L’assessore ai Lavori Pubblici dice una cosa che in molti pensano: “Le spiagge vanno mantenute dodici mesi all’anno. Non è possibile occuparsene solamente in primavera. Vale lo stesso discorso per fiumi e torrenti. Ma per migliorare, tutti insieme, occorre la collaborazione dei gestori degli stabilimenti balneari. Dal prossimo anno, se sarò ancora assessore, voglio portare avanti un percorso condiviso. Dicano il momento in cui vogliono che le spiagge siano loro consegnate. Lavoriamo tutti insieme su un calendario ben preciso e con impegni altrettanto precisi. Il Comune fa la sua parte, ma poi non si può occupare della gestione delle spiagge. Invece che sei appalti, ad esempio, mi piacerebbe farne uno solo, per la pulizia e il ripascimento delle spiagge. Non ultimo, il discorso della barra dell’Entella, e qui entra in gioco la Regione: andrebbe tenuta libera il più possibile, nell’intero arco dei dodici mesi, per evitare gli allagamenti quando le piogge arrivano in modo più intenso”.
Sulla questione legna in mare, Bisso spiega: “La ditta non lavora con il cucchiaino, ma con una pala di grosse dimensioni. Il Comune ha assegnato l’appalto, ma non ha dato indicazioni tecniche. Di certo, posso dire con sicurezza che l’appalto non prevedeva di mettere la legna in mare. E’ successo con pochi tronchi, e questi sono tornati a riva. Non mi risulta che dalle altre parti si operi in maniera tanto differente. Forse quest’anno ci sono stati occhi in più a vedere quello che gli anni scorsi passava inosservato…”.
Battute a parte, l’impegno di Bisso con i chiavaresi è preciso: “Per il week-end le spiagge saranno pronte. E’ stato un percorso sperimentale, ora valuteremo i risultati nel loro complesso”.

L’impressione è che sia difficile l’equilibrio tra spesa, volume dell’intervento e riuscita finale. La certezza è che si dovrà essere pronti perché l’estate, comunque sia, è alle porte. I gestori degli stabilimenti lo sanno bene. Serve un colpo d’ala per recuperare il tempo perso.
E, su questo, occorre davvero l’impegno di tutti quelli che hanno a cuore il turismo a Chiavari.

17 maggio 2018