Lavagna: la Scuola Alberghiera a rischio. Il Comune la dismette
Approfondimento, Attualità

Lavagna: la Scuola Alberghiera a rischio. Il Comune la dismette

Umiliati e smarriti. Una settimana fa, ‘Piazza Levante’ ha raccontato come si sentono i cittadini di Lavagna, ormai da due anni senza sindaco. Al suo posto, per via delle note inchieste giudiziarie, ci sono tre commissari, che per statuto altro non fanno se non occuparsi della gestione ordinaria, provando a risanare tutto il risanabile. Una fase di ‘traghettamento’ nella quale la politica non solo non è invitata, ma è completamente esclusa. E proprio quando una cosa manca, ci si accorge che, al contrario, ve ne sarebbe un bisogno estremo.
Dimenticati e soli, i poveri lavagnesi. E, da qualche giorno, pure depredati. Da quando cioè la commissione straordinaria (ovvero il Prefetto Paolo D’Attilio e i suoi colleghi commissari Gianfranco Parente e Raffaele Sarnataro), che ha i pieni poteri del consiglio comunale, ha dato parere favorevole, all’unanimità, al seguente ordine del giorno: ‘Alienazione quota di partecipazione del Comune di Lavagna nella società Lavagna Sviluppo Scrl a seguito di sopravvenuta valutazione’. La seduta risale al 26 marzo, mentre il provvedimento viene pubblicato lo scorso 5 aprile sull’Abo Pretorio.

Un fulmine, ma senza cielo sereno
Ed è una doccia gelida, anzi polare, per la città e per una delle sue eccellenze.
Perché Lavagna Sviluppo gestisce la prestigiosa Scuola Alberghiera della città, punto di riferimento in tutta la Liguria per quanto riguarda la formazione di cuochi, camerieri e un po’ tutto quello che ruota intorno al mondo della ristorazione e dell’hôtellerie. A Lavagna ci s’inizia a interrogare sul perché. Se sia proprio necessaria la svendita di un pezzo così pregiato. Ma la politica è ferma ai box e il dibattito non può salire di livello.
Tra i pochi che provano a farsi sentire c’è Andrea Giorgi, presidente del movimento civico ‘angavaL – Lavagna che cambia’: “La forte obiezione che solleviamo riguarda in primo luogo la cifra che si andrebbe a ricavare dalla vendita, pari a quarantamila euro, con la quale si pretenderebbe di sanare un bilancio all’anticamera del dissesto”. In secondo luogo, Giorgi sostiene che il commissario “deve capire che la classe politica che l’ha preceduto ha tolto a noi lavagnesi la fiducia, la speranza, i progetti”. E annuncia: “Organizzeremo una raccolta di firme contro la vendita delle partecipazioni”.
Simili obiezioni anche da parte di ‘100% Lavagna’: “Siamo convinti che dopo una serie di gestioni legate ai cicli politici di turno, la Scuola Alberghiera sia tornata a essere un’eccellenza non solo per Lavagna ma per tutto il comprensorio. Prova ne sono la partecipazione a eventi locali e nazionali di alto livello e i successi in termini di inserimento lavorativo qualificato e l’affermazione professionale di allievi ed ex allievi. Il rischio che questo capitale umano professionale ed educativo possa andare disperso o essere penalizzato, dev’essere in ogni caso scongiurato”.
E ieri nel pomeriggio, ecco pure il comunicato congiunto da parte di Pd Lavagna, Pci Tigullio, Rifondazione Comunista Tigullio, Sinistra Italiana Tigullio e Tigullio Possibile: si raccomandano ai commissari “la permanenza a Lavagna della Scuola Alberghiera e la continuità occupazionale per il personale attualmente impiegato presso l’ente”.

La determina parla chiaro
Appelli accorati, ma un funzionario statale non è persona a cui si possa scaldare il cuore. Infatti, il verbale della Commissione straordinaria è freddo quanto la notizia che ne scaturisce.
I commissari non parlano, se non attraverso i comunicati.
Oltre ai conti, ai progetti, al futuro, in questo angolo di Riviera anche il clima è congelato. Secondo il documento (la delibera 12 del 2018), ricorre l’esigenza di Lavagna Sviluppo a “procedere ad un aumento del capitale sociale ai fini dell’accreditamento della società stessa ai servizi per il lavoro, oltre che per assicurare una dotazione patrimoniale capace di dare una consistenza strutturale significativa e adeguata per l’efficace esercizio e sviluppo operativo delle proprie attività”.
Ma il Comune di Lavagna non può “sottoscrivere tale aumento a causa della mancanza di risorse economiche in un momento in cui è impegnato nell’operazione di risanamento finanziario”. C’è inoltre un problema di ‘mission’: perché, spiegano i commissari, “l’eventuale sottoscrizione di un aumento di capitale andrebbe nella direzione di accrescere l’azione amministrativa del Comune su una partecipata che, al momento, rivolge fondamentalmente le sue attività su settori come formazione e servizi al lavoro e, quindi, non strumentali all’esercizio delle attività amministrative affidate all’ente”.
Ne consegue che il Comune metterà all’asta la propria quota di partecipazione, pari al 94,12 per cento, al costo di partenza di 40.113, 94 euro. Una cifra stabilita dalla recente perizia predisposta dal commercialista Maurizio Bregante, che ha valutato Lavagna Sviluppo per un totale di 42.620 euro.

La strada per la salvezza esiste
Terremoto scatenato in città. Mentre tutti indicano il socio di minoranza come unica ancora di salvezza. Ma di chi è il 5,88 di Lavagna Sviluppo? La risposta è: il Villaggio del Ragazzo. Ente che, a differenza del Comune di Lavagna, ha proprio nella formazione una delle finalità previste dallo statuto.
Il testo della procedura a evidenza pubblica è in fase di preparazione. I commissari hanno dato l’incarico di redigerlo al dirigente del Settore Servizi Finanziari e Culturali, che ricopre competenza gestionale in materia. L’indicazione – ma è una voce di corridoio, quindi non ufficiale – sarebbe quella di prevedere una sorta di prelazione riservata al socio di minoranza, in modo da rendere questo passaggio il più ‘soft’ possibile e garantire a tutta la storia un lieto fine. In sostanza, il Villaggio potrebbe accettare di versare quarantamila euro e assumere direttamente la gestione della Scuola Alberghiera. In caso contrario, l’asta diverrebbe aperta a tutti. E questa è l’ipotesi da scongiurare, per chi tiene alla Scuola Alberghiera, alla sua storicità e al suo radicamento sul territorio.
Che possa essere un passaggio di consegne tutto sommato leggero, lo dicono alcuni indizi: il Villaggio che ha nella formazione una delle finalità; la già fattiva presenza dentro Lavagna Sviluppo; il fatto che l’amministratore unico della Scuola Alberghiera sia Nicola Visconti, che è al contempo il direttore dell’Area Educazione Formazione Lavoro del Villaggio del Ragazzo.

Prete Rinaldo è cauto
Prete Rinaldo Rocca (nella foto a sinistra), da dodici anni presidente della storica opera diocesana fondata nel 1946 da don Nando Negri, risponde al telefono con la consueta allegria e disponibilità: “Il bando non è ancora uscito, aspettiamo – esordisce – Ma è chiaro che si tratta di un campo di lavoro nostro, cioè la formazione, e che siamo già dentro la Scuola Alberghiera di Lavagna. Per noi, quindi, è una cosa molto interessante”.
Rocca afferma di non conoscere i tempi: “E’ tutto in fase preliminare, appena uscirà la procedura, faremo le nostre valutazioni. La cifra? Certo non sono pochi soldi, ma neppure una cosa impossibile, altrimenti le avrei già detto che eravamo costretti a rinunciare”.
E però restano da capire tante cose. Se l’offerta della Scuola Alberghiera rimarrà immutata, se verrà modificata, se sarà mantenuta l’attuale sede, quella di via Castagnola, a due passi dal centro storico di Lavagna. “Ogni discorso è prematuro – tronca Prete Rinaldo – Cercheremo di fare del nostro meglio”. E chiude con una battuta: “A me piace la buona cucina, e alla scuola sono veramente bravi”.

Chissà se da questo impasto lieviterà un buon pane. Tutti se lo augurano, a Lavagna e non solo. Che la Scuola resti in buone mani. E che quel senso di deprivazione dei lavagnesi venga attenuato.
Quello che non cambia, per il momento, è un algido ragionare per numeri e bilanci nelle stanze di Palazzo Franzoni. Dove una partecipata bisognosa di aumento di capitale rappresentava una zavorra incompatibile con una gestione commissariale.
Ma salvare il salvabile si può.
Anzi, si deve.

(r.p.l.)

 

 

19 Aprile 2018