Società Economica, finalmente si potrà studiare “en plein air”
Approfondimento, Attualità

Società Economica, finalmente si potrà studiare “en plein air”

Alla Società Economica una decina di ragazzi studia in biblioteca. Tutti universitari con l’incubo dell’esame che si avvicina. E’ sabato mattina, il sole di aprile brucia già sulla pelle e c’è uno strano via vai. In tanti passano per la sala lettura e scendono in giardino. Nessuno parla, ma l’espressione degli studenti è eloquente. Che succede? Semplice, un paio di mesi e potranno uscire anche loro all’aperto con i libri e gli appunti sotto braccio. Quel luogo magico diventerà un bibliogiardino. Forse addirittura un viridarium o semplicemente una biblioteca verde. Poco importa, il nome non è ancora stato deciso, conta che il sogno di Antonio Gozzi sia diventato realtà.

L’idea di Antonio Gozzi in ricordo del papà
Perché quel sogno, che sarà intitolato a suo padre Renato Mario, ha radici lontane. Il presidente entra nella macchina del tempo: “Un giorno i miei figli Vittoria e Augusto, allora liceali, tornando a casa dopo ore di studio nei locali dell’Economica, si lamentavano con il nonno (per anni membro dell’ufficio di Presidenza del sodalizio) perché i locali della biblioteca non erano abbastanza capienti per soddisfare tutte le richieste dei molti studenti chiavaresi, che sempre più decidevano di passare ore di studio in quel luogo. Mio padre, come al solito pragmatico e concreto, rispose ai nipoti: ‘Sarebbe bello allargare al giardino la sala di lettura’. Oggi quel sogno si è avverato e mi piace pensare che da lassù papà stia sorridendo”.
Un’opera dall’elevata utilità pubblica, perché la biblioteca dell’Economica è un autentico punto di riferimento per Chiavari. Guardiamo in faccia alla realtà. I libri, soprattutto quelli nuovi, costano. E il compito più importante di una biblioteca è quello di renderli alla portata di tutti. Tutti, giovani e vecchi, dovrebbero avere la possibilità di leggere quello che vogliono, quando vogliono, indipendentemente dalla loro disponibilità economica.
Ma le biblioteche non servono solo a prendere in prestito i libri. Sono luoghi in cui rifugiarsi per sfuggire al mondo, in cui pensare e sognare. Sono luoghi d’incontro, di scambio, di studio, di creatività, di condivisione. Sono il cuore pulsante di un quartiere, di un paese, di una comunità.

Lieto fine dopo alcuni dissidi
Eppure il progetto della sala di lettura all’aperto, fruibile nelle stagioni primaverile ed estiva, ha avuto un percorso accidentato per alcuni interessi privati: “Chiavari è una città difficile – ammette Antonio Gozzi – anche le cose buone trovano ostacoli e incomprensioni. Contrasti assurdi, privi di senso, ma alla fine chi la dura, la vince. Partiamo in ritardo, ma prima della prossima estate tutta la città potrà usufruire di questo gioiello con zone ombreggiate e postazioni per la lettura che potrà accogliere anche eventi culturali, come presentazioni o concerti”. Lo sguardo di Antonio Gozzi incrocia il sorriso di Roberto Napolitano, presidente della Società Economica: “Sono davvero orgoglioso, come ultimo atto della mia attività di presidente della Società Economica, di poter dare avvio a questo bellissimo progetto, che offrirà alla nostra città l’opportunità di fruire di un angolo pregevole del centro città, di un giardino che ha valenza storica, migliorando allo stesso tempo il servizio della nostra biblioteca”.

Il luogo verrà tutelato nella sua storicità
Il progetto curato dagli architetti Pablo Pagés e Maria Vittoria Costa è passato al vaglio delle carte bollate: il Tar ha dato ragione allo storico ente chiavarese respingendo il ricorso dell’architetto Isabella Lagomarsino, costretta anche al pagamento delle spese legali. Enrico Rovegno, responsabile della biblioteca, chiarisce: “Verrà realizzata un’opera integralmente rispettosa della storicità e peculiarità dei luoghi, ma sarà anche capace di offrire ai visitatori della nostra biblioteca uno straordinario punto di vista sul castello cittadino, sfatando sempre più il luogo comune che associa la biblioteca a scaffali polverosi e inerti. Confidiamo che questo ennesimo passo della Società Economica in vista del bene comune della città e dei suoi abitanti contribuisca a migliorare l’immagine che essi hanno di questa che è di fatto la ‘loro’ biblioteca civica e ad annullare, con la positività delle opere, i pretestuosi tentativi di bloccare la nostra iniziativa in nome di una sollecitudine quanto meno sospetta nei confronti di questo patrimonio naturale e storico”.
Gli architetti che hanno preso a cuore il sogno evidenziano come il recupero funzionale degli spazi all’aperto (realizzato dall’impresa Fiumanò) “preveda una piattaforma in legno poggiata sul terreno, rimovibile e dotata di una leggera struttura ombreggiante”.
L’allestimento non stravolgerà l’ambiente e non danneggerà i manufatti antichi. Getto Viarengo curerà l’intervento: “Sarà finalizzato alla salvaguardia, alla conservazione e al restauro di un’opera dall’elevato valore storico e architettonico”.
Si esce ripassando dall’attuale sala di lettura, gli studenti sono molti di più. Tutti incuriositi. Poche settimane e verrà inaugurata un’altra opera al servizio dei chiavaresi. Sta nascendo la nuova piazza del sapere, si potrà studiare sotto il sole e tra una pagina e l’altra si potrà anche ammirare lo splendido castello cittadino. Ragazzi, ora potete sognare ad occhi aperti.

MATTEO GERBONI

12 aprile 2018