Meci, l’illuminazione vincente
Aziende in vetrina, Economia, Sestri Levante

Meci, l’illuminazione vincente

“Lavorare? Per me è come un gioco, mi alzo la mattina e vado in azienda felice perché faccio ciò che mi piace. Sono un uomo fortunato, attorno a me ho delle grandi persone”. Gian Paolo Scartabelli ha spento da poco le 69 candeline ma l’entusiasmo è lo stesso del 1979, l’anno in cui a Sestri Levante apre Meci, un magazzino di 60 metri quadrati che decennio dopo decennio diventa un punto di riferimento nel mercato della distribuzione di materiale elettrico, illuminazione, climatizzazione, sistemi di sicurezza e videosorveglianza, domotica ed energie alternative.

Scusate il ritardo
E pensare che la storia di successo dell’azienda parte con qualche anno di ritardo: “Avevo appena finito gli studi da elettrotecnico, gli impianti elettrici erano la mia passione ma per reperire il materiale dovevo andare sempre a Genova – racconta Scartabelli – Da qui l’idea: perché non aprire un magazzino a Sestri Levante? Ne parlai con i miei genitori, mi fecero capire che non era il momento e mollai il colpo”.
Il sogno rimane nel cassetto per un po’ di tempo finché nella vita di Scartabelli irrompe una ragazza, Marina Grandi, fidanzata prima e moglie poi, ma soprattutto spalla ideale per dare forma al desiderio imprenditoriale: “Capii che era la persona giusta con la quale condividere un progetto di vita assieme e così, dopo alcuni anni di fidanzamento, le proposi di aprire un punto vendita di materiale elettrico. La convinsi, trovammo un locale in via Antica Romana Occidentale e investimmo otto milioni di lire: quattro io e quattro lei”.
Gli anni di ritardo, però, hanno lasciato qualche imprevisto sul piano originale. Già, perché Scartabelli nel frattempo ha trovato un lavoro all’Enel, ma nulla, ormai, può impedire a quella locomotiva in movimento di arrestarsi di nuovo. Nei pochi momenti liberi che gli concede la giornata, aiuta la compagna a formarsi e a gestire il negozio, senza dimenticarsi di dare una mano pure ai genitori che hanno una bancarella di frutta e verdura. Gli affari vanno bene e nel 1984 arriva la decisione che come un tiro di dadi riporta tutto al punto di partenza: “Mi licenziai dall’Enel una volta raggiunti i 14 anni, 6 mesi e 1 giorno, il tempo necessario che all’epoca serviva per avere un minimo di pensione garantita”.

L’ascesa
L’espansione è costante, nel 1988 Meci si trasferisce in una zona più centrale, in via Nazionale, ampliando i propri spazi. Sei anni dopo Scartabelli e la moglie trovano la sede definitiva in località Lapide, una palazzina da 2.500 metri quadrati “dalla quale iniziano i nostri progetti di sviluppo”. La fase 2 porta l’azienda ad aprire punti vendita a Recco, Chiavari, Rapallo e Varazze, e due showroom a Chiavari e Genova: “La location rappresenta il 70 per cento del successo di un’attività commerciale: posizione centrale, parcheggio e massima accessibilità, la nostra scelta è sempre strategica”. A fine anno l’insegna rossa di Meci comparirà anche a Sestri Ponente per una famiglia sempre più allargata.

Legami
Proprio la famiglia è un altro elemento imprescindibile della storia: i figli Gemma, 32 anni, e Ugo, 29, si sono fiondati in azienda dopo aver conseguito la laurea. Alla maggiore è stata affidata tutta la divisione lighting, mentre Scartabelli junior cura tutta l’attività di acquisti e vendita, le relazioni con i clienti e il marketing aziendale. “Hanno creatività, voglia di fare e umiltà: Gemma e Ugo sono persone semplici, conoscono i sacrifici che abbiamo fatto per costruire un’azienda così solida”. La moglie Marina è l’altro pilastro, “una pedina importante, anche se spesso lavora nell’ombra la sua presenza è fondamentale – ammette il marito – Nulla viene fatto se non è condiviso da tutti noi”. 

Filosofia familiare e numeri da grande: 39 dipendenti, fatturato di 8 milioni e mezzo con prospettiva di crescita del 10%. “Ho dei collaboratori validi: senza di loro quanto è stato fatto e stiamo facendo non sarebbe possibile. Li scelgo di persona, dietro ogni curriculum si nasconde un potenziale, ma al di là delle qualità è importante che si crei empatia. La crescita dell’azienda non è stata un passaggio facile, ho dovuto imparare a delegare e a dare fiducia, ma sono stato quasi sempre ricambiato. Di collaboratori ne ho sbagliati pochi…”.
Eppure il mondo del lavoro è cambiato. Basti pensare alla video sorveglianza che nel 1979 era roba da fantascienza e “oggi invece è presente in tutti i Comuni e rappresenta la priorità di chi compra una casa”. Un mercato diverso, più competitivo e liquido con il magazzino virtuale di internet a spostare gli equilibri: “Dobbiamo differenziarci dai punti vendita online garantendo al cliente servizi aggiuntivi come il post vendita. E poi è fondamentale la formazione: domotica, sicurezza, fotovoltaico, arredi urbani, è basilare essere sempre al passo con il cambiamento e fornire competenze che possano rappresentare un valore aggiunto nei confronti di chi compra”.
C’è ancora luce nel futuro di Meci.

DANIELE RONCAGLIOLO

12 aprile 2018