l’editoriale
  • Un Puc senza visione, ma con tanti possibili affaretti e qualche affarone
    Il PUC (Piano Urbanistico Comunale), un tempo chiamato Piano Regolatore, è l’atto fondamentale di programmazione urbanistica dei Comuni. Si fa ogni dieci/quindici anni ed è lo strumento con il quale si progetta il futuro delle città, che cercano, attraverso la programmazione del territorio, di valorizzare le loro naturali vocazioni o di individuarne di nuove per lo sviluppo dell’economia ed il benessere dei cittadini.  Per l’importanza delle loro conseguenze, normalmente l’approvazione di questi strumenti è preceduta da un ampio confronto e dibattito, fuori dalle aule dei consigli comunali, con i cittadini, le forze economiche, sociali e culturali della città. Questo confronto e questo dibattito sono fondamentali non solo quali strumenti di partecipazione alla cosa pubblica da parte di un’ampia parte della popolazione, ma anche per affinare meglio le proposte delle Civiche Amministrazioni ed evitare errori, e per spiegare bene ai cittadini scelte difficili e complesse quali quelle urbanistiche.  Tutto ciò a Chiavari non è avvenuto, e l’Amministrazione Comunale ha approvato alla chetichella lo strumento urbanistico che governerà Chiavari per i prossimi dieci anni. Questo tra le vibrate proteste delle opposizioni e alla faccia della presenza in maggioranza di una forza politica chiamata 'Partecipattiva', che esprime il vicesindaco, che si è sempre riempita la bocca delle partecipazione popolare alle decisioni, salvo dimenticarsene prontamente appena guadagnata la poltrona. leggi

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Lavagna, le ragioni del dissesto: tasse non riscosse, interessi sui mutui, cause temerarie. Il futuro è nero

La situazione è drammatica, se non addirittura tragica. Un comune della Liguria che rischia seriamente il dissesto, dopo anni di difficoltà, dopo l’inchiesta giudiziaria che ha travolto il palazzo, dopo polemiche, scontri, dopo la fredda burocrazia di una gestione commissariale ancora in corso, completamente lontana dai cittadini e avulsa dal contesto.

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Giovanili e prima squadra: il Fieschi è tornato… Real

Real Fieschi, che nome impegnativo! Sin dalla sua apparizione ad inizio del decennio, la società fondata da Andrea Levaggi si attirò attenzione e anche invidie. Un titolo altisonante e una scalata rapidissima nelle gerarchie del calcio levantino, dalla Terza alla Promozione senza flessioni o retromarce. Poi l’estate scorsa una crisi, un momento di riflessione.  Forse una pausa necessaria, logico seguito ad un paio di stagioni esaltanti e allo stesso tempo dispendiose di energie, mentali quanto economiche. E le malelingue erano in agguato. Si fa presto quando le cose vanno male a criticare, a riproporre le invidie suscitate in anni di vittorie sotto una patina di sarcasmo. Per esempio, storpiare con malignità il nome in ‘Real Fiaschi’. La società nata nel...
Pallanuoto, Sport

Sofia Giustini, la stella rapallese convocata in Nazionale

di DANILO SANGUINETI Il liceo, la piscina, la ragazzina prodigio. Sarebbe una storia come tante altre se fossimo a Pasadena, California, invece ci troviamo a Rapallo, Liguria, Italia e Sofia Giustini, quindicenne che frequenta il Liceo Scientifico Sportivo Liceti di Rapallo e che milita nel Rapallo Pallanuoto di A1 femminile, è costretta a sobbarcarsi un carico di impegni e di incombenze che manderebbero in paranoia anche persone più mature (almeno dal punto di vista anagrafico). Abbiamo voglia di riempirci la bocca con frasi tipo “dobbiamo fare come negli USA”. La lo sport è parificato a qualsiasi altra materia di studio e l’eccellenza viene non solo riconosciuta ma anche agevolata e premiata come merita. Qui da noi Sofia è alle prese...
Sport, Wrestling

Wrestling, a Rapallo arrivano i campioni italiani

Il lupo cattivo, la principessa in pericolo, il pericolo oscuro e tremendo, il campione che ammazza il drago. Il wrestling e Vladimir Propp. Che non è un un antagonista steso da Ray Mysterio con la celeberrima mossa 'Six One Nine', ma uno studioso russo che ottanta anni fa aveva preconizzato questa disciplina sospesa tra rappresentazione teatrale e sport, spettacolo popolare che ha l’una e l’altra miscelati in una combinazione di finzione e realtà. Una interpretazione dei ludi gladiatori un po’ fanciullesca, un po’ caciarona, che richiede notevole bravura ginnica più capacità di portare colpi tremendi e di incassarne di devastanti senza subire, almeno in apparenza, conseguenze severe.
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